Con il decreto direttoriale del 6 ottobre 2026 il Mimit chiude, con effetto dal 7 ottobre, lo sportello per le domande di agevolazione destinate alle PMI del Mezzogiorno. Alle 17 del giorno di apertura le richieste presentate superavano già le risorse disponibili.
Fonte primaria: il decreto direttoriale del 6 ottobre 2026, firmato dal direttore generale per gli incentivi alle imprese e pubblicato sul sito del ministero lo stesso giorno. Lo abbiamo scaricato e letto per intero il 7 ottobre 2026, insieme alla pagina della misura e al comunicato dell’8 agosto sull’apertura dello sportello. Quello che segue arriva da quei documenti, salvo dove è scritto che è una nostra lettura.
Che cosa dice il decreto
È un decreto di un solo articolo. Constata che le risorse finanziarie previste dall’articolo 3, comma 1, del decreto ministeriale del 18 marzo 2026 sono esaurite e dispone la chiusura dello sportello con effetto dal 7 ottobre 2026.
Nelle premesse c’è il passaggio che spiega il perché. Le domande potevano essere presentate dal 6 ottobre, dalle 10 alle 17 dei giorni lavorativi, sulla piattaforma di Invitalia. Alle 17 del 6 ottobre, scrive il decreto, risultavano presentate domande con un fabbisogno complessivo superiore alla dotazione, che è di 447.595.808,76 euro.
Un giorno. Poi chiuso.
Che cos’era la misura
Investimenti sostenibili 4.0 sosteneva programmi di investimento innovativi e ad alto contenuto tecnologico, con le tecnologie abilitanti del piano Transizione 4.0, per micro, piccole e medie imprese delle regioni meno sviluppate: Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna. Il 25% delle risorse era riservato alle micro e piccole imprese.
Secondo il comunicato dell’8 agosto i programmi dovevano valere tra 750 mila e 5 milioni di euro. L’agevolazione copriva fino al 75% delle spese ammissibili, con un contributo a fondo perduto del 35% e un finanziamento a tasso zero del 40%, rimborsabile fino a sette anni. Tra le spese ammesse c’erano macchinari, impianti, attrezzature, software, licenze, certificazioni ambientali e consulenze specialistiche.
Che cosa cambia per chi ha presentato domanda
Le regole di ordinamento stanno nel decreto direttoriale del 5 agosto 2026, che il testo del 6 ottobre richiama. Le domande entrano in istruttoria in ordine cronologico giornaliero: quelle presentate nello stesso giorno sono considerate arrivate nello stesso istante, a prescindere dall’ora e dal minuto. Se le risorse residue non bastano per tutte quelle di un giorno, si forma una graduatoria di merito. Conta il punteggio sui criteri «Caratteristiche del soggetto proponente» e «Sostenibilità ambientale del programma di investimento». A parità di punteggio prevale il programma con il costo minore.
Le domande che non trovano copertura non vengono respinte subito. Restano sospese finché non emergono eventuali economie dalle istruttorie in corso; se poi continuano a non avere copertura, si considerano decadute. Sospensione o decadenza vengono comunicate da Invitalia alle imprese interessate.
Una lettura nostra, non una frase del decreto: lo sportello ha lavorato un solo giorno, quindi la velocità del clic il 6 ottobre non dovrebbe aver contato. Contano punteggio e costo del programma.
Per chi non ha fatto in tempo
La pagina del ministero dice che i termini per presentare le domande si sono chiusi il 7 ottobre 2026. Il decreto non parla di una riapertura né di risorse aggiuntive. Nelle premesse si legge solo che la Commissione europea ha autorizzato il regime di aiuto fino al 31 dicembre 2026, data ultima di validità del regolamento GBER.
Nella nostra esperienza i bandi a sportello premiano chi ha i documenti già pronti, e quei documenti stanno quasi sempre nel gestionale: preventivi, ordini, fatture, costi per commessa. Se stai valutando un software per l’azienda, la guida alla scelta del software gestionale e l’articolo su quando cambiare gestionale in una media azienda partono dalle domande che conviene farsi prima. Abbiamo raccontato anche l’altra novità fiscale della settimana, la liquidazione dell’IVA omessa dalle e-fatture.
Che cosa non è ancora chiaro
- Quante domande sono state presentate e a quanto ammonta il fabbisogno complessivo: il decreto dice solo che supera la dotazione.
- Quando uscirà l’avviso in Gazzetta Ufficiale. La pagina del ministero scrive che il comunicato è in corso di pubblicazione.
- Quando Invitalia comunicherà la graduatoria e chi resterà sospeso.
- Se arriveranno nuove risorse o un nuovo bando. Nei documenti letti non c’è nulla in proposito.
Questo testo riassume un provvedimento e non sostituisce la lettura del decreto né il parere del commercialista o del consulente che segue la tua azienda. Per lo stato di una singola domanda vale solo la comunicazione di Invitalia.
La tua azienda aveva già un progetto e un preventivo pronti per il 6 ottobre, o stavi ancora decidendo?
Scarica la guida in PDF: Investimenti sostenibili 4.0: sportello chiuso dal 7 ottobre (PDF)
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